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Parco Archeologico di Monte Luna
Appena fuori Senorbì si estende il Parco Archeologico di Monte Luna, un’area abitata fin dalla preistoria dove convivono tracce di civiltà che si sono succedute nei secoli: villaggi neolitici, testimonianze nuragiche, necropoli puniche e insediamenti romani. Gli scavi, avviati nel 1968, hanno portato alla luce un insediamento neolitico di fine IV millennio a.C., con reperti in ceramica, ossidiana e osso. Il periodo di massimo sviluppo si ha in epoca punica, dal V secolo a.C., con la nascita di un centro abitato fortificato sul colle di Santu Teru collegato alla vasta necropoli di Monte Luna, con oltre 120 tombe di diversa tipologia scavate nella roccia. Alcuni ipogei conservano pitture murali in ocra rossa. I corredi funerari rinvenuti sono veri e propri tesori: ceramiche attiche, amuleti, scarabei, gioielli in oro e argento, e oggetti decorati con motivi greci ed egittizzanti testimoniano gli intensi scambi con il Mediterraneo. Con l’arrivo dei Romani, l’area mantiene la sua funzione funeraria fino alla tarda età imperiale. I reperti di Monte Luna e di altri siti del territorio sono esposti al Museo Archeologico di Senorbì, ospitato in una splendida casa padronale d’epoca.
Parco e chiesa di S. Mariedda
La chiesa di Santa Mariedda sorge su un’altura poco distante dal centro abitato. Oggi silenziosa e isolata, un tempo era il cuore della Villa di Segolaj, antico villaggio medievale abbandonato nel Seicento.
Risalente al XIII secolo, la chiesa ha un’unica navata suddivisa da archi eleganti, spesse pareti in pietra e una facciata con portale semplice, decorazioni ispirate alla natura e una fila di piccoli archi. Nei secoli sono stati aggiunti una cappella e un campanile in stile gotico. Sopra l’altare, una decorazione raffigura San Nicola di Bari, a cui era inizialmente dedicata la chiesa. Il nome attuale si deve al crollo, a inizio Ottocento, della chiesa di Santa Maria della Neve, molto amata dai senorbiesi. Il culto venne trasferito qui, insieme alla festa che ogni 5 agosto riunisce la comunità in un momento di fede, tradizione e condivisione.
Villa Aresu di Sisini
Nel cuore della frazione di Sìsini si trova Villa Aresu, splendida casa padronale ottocentesca, esempio di architettura rurale nobiliare in Sardegna. Un tempo residenza dell’influente famiglia Aresu, la villa era il cuore pulsante di un’importante azienda agricola. Costruita in pietra naturale e mattoni in terra cruda, conserva pavimenti originali in cementine decorate e si sviluppa su 1400 mq attorno a un grande cortile. Gli ambienti raccontano la quotidianità del tempo: al piano terra si trovano sale, cucine e camini; al piano superiore, ampi saloni e stanze luminose. Sei stalle, un fienile e due cortili secondari completano il complesso: uno per l’allevamento, con la fucina del maniscalco, l’altro per l’addestramento dei cavalli. Recuperata dal Comune di Senorbì negli anni ’90 e inaugurata come centro culturale nel 2000, oggi Villa Aresu è un centro culturale polifunzionale che ospita eventi, mostre e manifestazioni. Ogni anno, durante la festa di Santa Vitalia, ci si ritrova nella villa al termine dell’evento “Is Cuaddus de Santa Vida”, che raduna cavalieri da tutto il sud Sardegna e celebra una passione equestre dalle radici antiche.
