SGT
Cerexa de Burcei
Adagiato sul versante orientale del monte di Serpeddì, Burcei custodisce un tesoro di biodiversità: la ciliegia, riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) e in fase di iscrizione al Repertorio dell’Agrobiodiversità della Regione Sardegna. Coltivata da generazioni senza irrigazione né trattamenti chimici, cresce in piccoli appezzamenti familiari nella cosiddetta Valle delle Ciliegie, 75 ettari con oltre 20.000 piante. In questa valle storica si contano una decina di varietà diverse, tra cui sa niedda, sa barracocca, sa carovalli, sa comuna e sa turca, spesso presenti nello stesso terreno e addirittura nella stessa pianta innestata con più varietà. La raccolta delle ciliegie a Burcei avviene rigorosamente a mano, al giusto grado di maturazione. Ogni anno, in tarda primavera, la Cerexa Fest celebra questo frutto: il paese si anima con bancarelle colme di ciliegie fresche e confetture, musica tradizionale e giochi popolari, in un omaggio alla cultura rurale e alla tenacia di chi custodisce una tradizione viva e genuina.
Sa cantada campidanesa e su cantadori Fieli Urru
Burcei custodisce un tesoro immateriale di grande valore: sa cantada campidanesa, una delle espressioni poetico-musicali più antiche della Sardegna. Questo canto improvvisato in lingua sarda, strutturato secondo precise regole metriche, esprime la memoria collettiva del popolo campidanese. Durante sa cantada, la gara poetica pubblica, i cantadoris si sfidano utilizzando diverse forme metriche tra cui il mutetu, che fonde ingegno e profondità emotiva e colpisce per la sua complessità.
A rendere Burcei capitale della cantada campidanesa è stato Raffaele “Fieli” Urru, figura amatissima e carismatica. Nato nel 1931, iniziò a cantare tra i pascoli, conquistando presto il pubblico. Con la guida di Chichinu Loddi, Fieli Urru divenne un maestro dallo stile e dallo spirito inconfondibili. Nei suoi versi si intrecciavano metafore, ironia e sentimento, tradizione e capacità di innovare. Morì nel 1992, lasciando un segno profondo nella cultura sarda. Nel 2019, il Comune di Burcei ha voluto celebrarne la memoria con un murale realizzato dall’artista Carlo Spano, in arte Vamp He-Art. L’opera ritrae Fieli Urru nel pieno della sua arte e riporta uno dei suoi mutetus più celebri, fissando per sempre la sua voce tra le mura del paese. Oggi sono i giovani come Simone Monni e Luigi Zuncheddu a portare avanti con passione questa eredità. Il nascente Parco Culturale dei Cantadoris, con Burcei Comune capofila, punta a tutelare e valorizzare la cantada campidanesa affinché le nuove generazioni possano ascoltare, comprendere e tramandare la voce eterna di Fieli Urru – e della Sardegna.
La Via dell’Argento
Nel territorio di Burcei si snoda un tratto della suggestiva Via dell’Argento, itinerario escursionistico e ciclabile che ripercorre le antiche mulattiere minerarie del Sarrabus. Il sentiero collegava otto miniere d’argento del rio Ollastu, seguendo per chilometri il corso di fiumi, vallate e foreste fino al Monte Serpeddì.
La zona conobbe un’intensa attività estrattiva nell’Ottocento, con la nascita di villaggi e impianti minerari. Lungo il percorso si incontrano ancora oggi ruderi, vecchi binari, carri abbandonati e segni di un passato industriale ormai scomparso. A Burcei, la Via dell’Argento inizia dalla Dispensa Brabaìsu, costeggia il rio omonimo per oltre un chilometro, e poi attraversa gole e creste vertiginose. Si inoltra tra macchia mediterranea e boschi di ginepro, tra i suoni dei torrenti e il silenzio della montagna. Tocca luoghi simbolici come Cuili s’Arcillòni, la miniera di Taccònis e Serra ‘e s’Ilixi, attraversando paesaggi di rara bellezza dove la natura si intreccia al passato minerario. La Via dell’Argento si presta a essere un’esperienza straordinaria di trekking e scoperta. L’auspicio è che questo percorso possa essere valorizzato al meglio e reso sempre più fruibile, per offrire a escursionisti e appassionati un patrimonio naturale e storico ancora tutto da esplorare.
