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Parco archeologico Pranu Muttedu

Nei pressi del piccolo centro di Goni, nel Gerrei, si trova uno dei siti archeologici più suggestivi e misteriosi della Sardegna preistorica. Il sito di Pranu Muttedu si sviluppa su circa 20 ettari in un pianoro roccioso immerso in una sughereta e la sua rilevanza storica e spirituale è legata alla più alta concentrazione di menhir mai documentata nell’isola: ce ne sono circa 60, disposti a coppie, in piccoli gruppi o lunghi allineamenti.

Il complesso, databile al Neolitico recente (3200-2800 a.C.) e attribuito alla cultura di Ozieri, è un raro esempio di area funeraria e cultuale. Le sepolture principali sono le tombe megalitiche a tumulo, formate da cerchi concentrici di pietre, e le domus de janas, ipogei scavati nella roccia. Tra tutte, spicca la monumentale tomba II, realizzata con tecnica mista, che combina elementi ipogeici e megalitici: costituita da due grandi blocchi scavati per ricavare l’anticella funeraria, era racchiusa da un tumulo e da un cerchio megalitico di circa 30 metri di diametro, con un piccolo menhir all’ingresso. La struttura, per dimensioni e raffinatezza, è ritenuta il fulcro dell’area sacra, forse destinata a una figura di rilievo o divinizzata. Gli scavi diretti da Enrico Atzeni dagli anni ’80 del Novecento hanno portato alla luce vasetti miniaturistici, punte in ossidiana, lame in selce e oggetti rituali, a testimonianza di un’intensa attività religiosa. Alcuni menhir presentano forme protoantropomorfe, forse legate a figure divine, eroiche o semplicemente ai defunti.

Pranu Muttedu, definito da molti “la Stonehenge sarda”, è un luogo dove natura e storia si fondono in armonia, in un’esperienza profondamente coinvolgente tra silenzi millenari e antichi simboli di spiritualità.

SP 23 – Goni

8000 Km attraverso l'Italia

Pala de Nuraxi – Goni

Complesso Domus Suas / Domus de janas Concas de Tziu Peppi o Serrionis / Nuraghe Goni

Tutto il territorio di Goni custodisce un patrimonio archeologico di grande valore, come testimoniano anche i tre siti che si incontrano lungo la SP23 in direzione del lago Mulargia, in un itinerario che coniuga natura e storia. Il complesso di Domus Suas, in contatto visivo diretto con il nuraghe Goni, include una struttura circolare di tradizione nuragica, forse un nuraghe a corridoio, a cui si affiancano due tombe allungate (allées couvertes) e una tomba di giganti, in parte crollata ma ancora leggibile nella sua imponente architettura. Con una breve salita si raggiungono le domus de janas di Concas de Tziu Peppi o di Serrionis, fra le quali è cresciuto un albero che ha causato una spaccatura nella roccia. Scavate attorno al 3500 a.C. su un affioramento roccioso alto 4 metri, le due tombe ipogeiche hanno un accesso sopraelevato (epigeico). La domus 1, a sinistra, conserva due vani collegati; la domus 2, a destra, è parzialmente crollata. Il percorso prosegue verso il suggestivo Nuraghe Goni, raggiungibile a piedi attraverso un sentiero che risale l’altopiano. Il nuraghe ha un’unica torre, alta oltre 9 metri, con una camera a tholos ancora integra. Costruito in calcare e arenaria, combina due tecniche murarie: filari di grandi blocchi alla base e lastre strette nella parte superiore. Dalla sua sommità si gode di un’ampia vista sulla valle del Flumendosa e sul lago Mulargia.

Parco dei Graptoliti

Il Parco dei Graptoliti rappresenta un luogo unico nel panorama paleontologico sardo e mediterraneo. Qui, nelle rocce scistose della località Peinconi, si conservano in modo eccezionale i fossili dei graptoliti, organismi coloniali marini che, oltre 430 milioni di anni fa, galleggiavano negli oceani formando strutture ramificate simili a nastrini. Le loro forme allungate, argentate e seghettate risaltano sul fondo scuro della roccia. Scoperto nel 1838 dal generale e naturalista Alberto Ferrero della Marmora, il sito fu studiato successivamente da geologi che ne collocarono i fossili nel Wenlockiano medio del Siluriano, trasformando Goni in un punto di riferimento per gli studiosi. I graptoliti sono fossili guida fondamentali per la datazione degli strati geologici, grazie alla loro rapida evoluzione e ampia diffusione. Il Parco, parte del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, è visitabile a piedi e offre un’esperienza immersiva tra geologia, natura e storia della scienza. Un piccolo giardino tematico e diverse installazioni accompagnano in un viaggio nel tempo, tra sughere secolari e rocce che raccontano l’evoluzione del nostro pianeta.

via Crocesanta – Goni

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Sole Grano Terra

Sarrabus Gerrei Trexenta
e Campidano di Cagliari

I percorsi

Trexenta da scoprire

Paesaggi naturali e tesori archeologici del “granaio di Roma.”

Sarrabus e Gerrei in bicicletta

Cicloturismo responsabile con un approccio minimalista.

Sentiero Italia nel GAL SGT

Le tappe locali del percorso trekking più lungo al mondo.

Gerrei astronomico

Un’escursione a piedi con il naso all’insù.

Rete PAT

Paesaggi d’Acqua e Terra

Cammini che uniscono natura, storia e comunità nel Gerrei

Sentieri Primitivi del Sarrabus

Area montana a nord della ex SS 125 Orientale Sarda.