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Nuraghe Barru
Fra i territori di Guasila e Guamaggiore, nella regione storica della Trexenta, il nuraghe Barru domina il paesaggio da una collina con un’ampia vista sulla valle e i paesi vicini. Costruito con blocchi di calcare ben squadrati e disposti con precisione, il nuraghe racconta una lunga storia fatta di cambiamenti, misteri e scoperte sorprendenti. La sua struttura è articolata: al centro si erge una torre ellittica con due torri minori di periodo successivo collegate da mura. Insieme formano un cortile interno dove si trova un piccolo vano con un pozzo-cisterna. Proprio qui gli archeologi hanno rinvenuto reperti di grande valore: ceramiche decorate, brocche, ciotole e una spada votiva in bronzo che suggerisce un uso religioso del sito. Vicino al pozzo c’è una scala stretta, rimasta nascosta per secoli, che portava ai piani superiori del nuraghe, dove sono stati trovati altri oggetti in bronzo, probabilmente depositati durante dei rituali. La presenza di silos lungo le mura fa pensare che il complesso fosse anche un luogo di conservazione di cibo, come grano o legumi.
Sul versante orientale della collina si intravedono i resti di un villaggio nuragico, ancora in gran parte da indagare. Non ci sono segni di distruzione: forse il sito fu abbandonato all’improvviso, per motivi ancora sconosciuti.
Efisio Vincenzo Melis
Nato a Guamaggiore nel 1889, Efisio Vincenzo Melis fu insegnante di matematica tra la Sardegna e il Veneto, ma è ricordato soprattutto come autore teatrale in lingua sarda, nella variante campidanese della Trexenta.
In una vita breve ma intensa, scrisse tre commedie che fanno parte del patrimonio teatrale isolano: Ziu Paddori, Su Bandidori e L’onorevole a Campodaliga, rimasta incompiuta per la sua scomparsa nel 1921.
Ziu Paddori, la più celebre, andò in scena per la prima volta nel 1919 a Cagliari con lo stesso Melis sul palco, accanto a Rachele Piras Medas, capostipite della nota famiglia teatrale dei Fratelli Medas. L’opera conquistò il pubblico con la sua ironia e attualità. Al centro della vicenda, Ziu Paddori, un pastore spaesato di fronte al mondo moderno, figura autentica e simbolica della Sardegna rurale tra Otto e Novecento.
La commedia mette in scena con leggerezza i contrasti tra città e campagna, tra l’Isola e il “continente”, offrendo spunti di riflessione ancora attuali. A più di un secolo dalla sua creazione, Ziu Paddori continua a vivere a teatro e ha ispirato un recente film con attori non professionisti, girato nei luoghi storici della Trexenta. Il regista Marco Melis racconta: «Attraverso la magia del cinema, abbiamo voluto fare un viaggio nel tempo per riscoprire usi, costumi, mestieri e storie della nostra terra».
Monte San Mauro
Con i suoi 501 metri d’altitudine, il Monte San Mauro – noto anche come Monte Corona – si erge nel cuore della Trexenta fra i comuni di Gesico, Guasila e Guamaggiore. L’area, che si estende per 645 ettari, è classificata come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona Speciale di Conservazione (ZSC).
Il paesaggio, un tempo boscoso, è stato trasformato nei secoli da incendi, pascolo incontrollato e tagli forestali, lasciando spazio a una vegetazione tipica dei climi secchi, come la tagliamani, una graminacea perenne.
Oggi la copertura arborea è scarsa, eccezion fatta per alcuni rimboschimenti, tra cui il pioppo bianco. Proprio durante i lavori di rimboschimento degli anni Novanta, sono affiorati numerosi reperti in ossidiana. Sul banco roccioso sono visibili tracce riferibili soprattutto alla frequentazione dell’area in epoca preistorica. In superficie si registra una notevole dispersione di scarti di lavorazione e strumenti finiti come lame e punte di freccia: tutto lascia pensare che l’area fosse una stazione di lavorazione litica.
Sulla sommità del colle, in territorio di Gesico, sorge la chiesa dedicata a San Mauro Abate, edificata nel 1629. La facciata guarda a ponente ed è sormontata da un campanile a vela senza campana: questa veniva portata appositamente dal paese in occasione della festa dedicata al Santo, il 1° di giugno, e annunciava con il suo suono l’inizio delle celebrazioni.
