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Selegas

Sa Tundaredda. La mandorla Tonda di Trexenta

Piccola, profumata, dal sapore intenso: la mandorla Tonda di Trexenta, chiamata localmente

Tundaredda, è un autentico tesoro del territorio di Selegas. Varietà antica dalla buccia sottile e tenera, era un tempo presente in ogni casa, soprattutto in occasione delle festività religiose come Natale e Pasqua. Gli agricoltori anziani ricordano come venisse diffusa grazie allo scambio di innesti tra produttori, diventando parte integrante delle tradizioni contadine.

Tostata o impiegata nei dolci, la Tundaredda è alla base di molte specialità sarde, dai gueffus alla tradizionale torta degli sposi. Tra le ricette più rappresentative spicca il gateau, un dolce di mandorle caramellate tagliato a rombi, servito su foglie di limone e decorato con perline colorate di zucchero. Nel 2024, è stato organizzato il primo spazio dedicato al commercio interaziendale della mandorla sarda, con la partecipazione di produttori, pasticceri e imprese del settore. L’obiettivo è promuovere la Tundaredda e garantirne la diffusione. Il suo valore è oggi riconosciuto anche a livello istituzionale: è stata inserita nel Repertorio regionale dell’agrobiodiversità della Regione Sardegna, a conferma della sua importanza storica, culturale e ambientale.

8000 Km attraverso l'Italia

via Napoleone 3 – Selegas

La Dea Madre di Turriga

Nel 1935, durante dei lavori agricoli in località Turriga, al confine tra Selegas, Ortacesus e Senorbì, un contadino rinvenne per caso una piccola statua in marmo bianco. Fu il medico del paese, Massimo Coraddu, a intuirne l’importanza e affidarla al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari: è lì che oggi è esposta la Dea di Turriga, una delle testimonianze più interessanti del Neolitico sardo.

Alta 42 cm, la statuetta rappresenta una figura femminile stilizzata secondo lo stile cruciforme tipico della cultura di Ozieri (4000-3300 a.C.): collo allungato, naso prominente, seno conico, glutei accentuati. È una raffigurazione astratta, fortemente evocativa, simbolo di fertilità e rigenerazione. Reperti simili venivano spesso deposti nelle sepolture, ma non è escluso che avessero anche un ruolo nei riti domestici o collettivi. Una sua fedele riproduzione è esposta nel Museo Archeologico “Domu Nosta” di Senorbì. La Dea di Turriga – chiamata anche Mater Mediterranea – è diventata un simbolo della Trexenta e un’icona del patrimonio preistorico della Sardegna.

Museo di Arte Sacra

Dentro l’abitato di Selegas si trova la chiesa parrocchiale, intitolata originariamente a Sant’Anna ed in seguito anche a San Gioacchino. Costruita in stile gotico-pisano tra XII e XIII secolo, colpisce per la sua struttura semplice ma armoniosa. All’interno, con una sola navata e sette cappelle laterali, custodisce un imponente altare marmoreo. Poco distante dalla chiesa ha sede il Museo Parrocchiale di Arte Sacra, inaugurato nel 2001. Nato per conservare, valorizzare e far conoscere il patrimonio storico-artistico della parrocchia e di altri edifici religiosi del territorio, il museo conserva oggetti liturgici, statue, libri e paramenti sacri dal XVI al XIX secolo. Tra i pezzi più significativi, la statua di San Rocco, un calice con patena, un ostensorio raggiato, una croce processionale e diversi arredi utilizzati nelle celebrazioni religiose. Tra i tesori custoditi nel museo, spicca la campana più antica della chiesa: realizzata nel 1608, conserva ancora ben visibile l’incisione del nome del paese nella sua forma antica, Seligas.

via Chiesa 8 – Selegas

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Sole Grano Terra

Sarrabus Gerrei Trexenta
e Campidano di Cagliari

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