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Gesico

Il complesso nuragico di San Sebastiano

In cima a una collina nel centro abitato, il complesso nuragico di San Sebastiano racconta millenni di storia e stratificazioni culturali. Il nucleo originario, formato da un bastione polilobato e un’imponente cinta muraria con ben sette torri, comprendeva anche un villaggio nuragico. Le strutture sono prevalentemente costruite in filari regolari, e in alcune parti mostrano una costruzione in opera poligonale con l’utilizzo di massi di grandi dimensioni. Posto in posizione strategica, il sito permetteva un ampio controllo del territorio e delle vie di comunicazione. La sua importanza non si esaurì con la civiltà nuragica: in età punica e romana vi sorsero nuovi ambienti, segno di una lunga continuità d’uso. Nella seconda metà del Cinquecento, sul mastio del nuraghe venne edificata la chiesa campestre dedicata a San Sebastiano, rimasta in buone condizioni fino al XX secolo e progressivamente smantellata. Oggi il sito, seppur non visitabile all’interno, è ancora visibile dall’esterno. Per raggiungerlo, basta imboccare una suggestiva stradina sulla destra del sagrato della chiesa di Santa Giusta.

direzione via Chiesa – Gesico

8000 Km attraverso l'Italia

via Chiesa 3 – Gesico • SP 5.32

Le chiese di Santa Giusta e Santa Maria d’Itria

Santa Giusta, patrona di Gesico, è celebrata nella chiesa parrocchiale a lei dedicata, esempio di architettura gotico-aragonese. L’edificio, costruito tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Seicento, custodisce preziose opere d’arte: un crocifisso ligneo attribuibile alla scuola nicodemiana, un retablo con le anime del purgatorio dipinto da Giulio Adato, un sarcofago romano del III secolo e un reliquiario secentesco che conserva il cranio di Sant’Amatore. Il culto di Santa Giusta è legato a un prodigio: si racconta che nel Seicento abbia salvato il paese da una devastante invasione di cavallette, un evento miracoloso che i gesichesi ricordano ancora oggi con una sentita festa votiva. Diversa per origine, stile e funzione è invece la chiesa di Santa Maria d’Itria, edificata nel 1305 in stile romanico pisano. La sua sobria facciata presenta tre tipi differenti di pietra. Inizialmente dedicata a Santa Maria, assunse l’attuale titolo solo nel tardo Cinquecento, in seguito alla riscoperta dei culti di origine bizantina.

La Festa di Sant’Amatore e la Sagra della Lumaca

Gesico si anima ogni terza domenica di ottobre in occasione della Festa di Sant’Amatore e della Sagra della Lumaca. La festa religiosa è tra le più antiche della Sardegna: da oltre 400 anni la devozione unisce la comunità locale e migliaia di pellegrini provenienti da tutta l’Isola. La celebrazione prevede una solenne processione con il simulacro del santo, messe affollate, momenti di preghiera, incontri culturali e spettacoli.

Al centro della festa è il santuario dedicato al martire africano Amatore, secondo la tradizione ucciso nel 510 d.C. in Sardegna. Tra gli elementi più suggestivi c’è il rito legato a “Sa Moba”, una cavità di pietra nella quale i fedeli poggiavano la testa per ascoltare un suono considerato miracoloso, in grado di allontanare emicranie, insonnia ed epilessia. Oggi la pietra con la cavità è identificata come urna cineraria di età imperiale romana.

In concomitanza con la festa di Sant’Amatore si svolge la Sagra della Lumaca, uno degli eventi a tema enogastronomico più conosciuti dell’isola, che ogni anno attira migliaia di visitatori.

Protagoniste indiscusse sono le lumache Helix, apprezzate fin dal Seicento dai nobili sardi. Tra gli appuntamenti più curiosi ci sono “La Lumaca d’Oro”, la sfida culinaria tra ristoranti e istituti alberghieri che apre l’evento, e la “Corsa delle Lumache”, amatissima dai più piccoli.

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