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Santuario della Beata Vergine Assunta
Visibile da chilometri, arroccato su una collina della Trexenta, il santuario della Beata Vergine Assunta di Guasila è uno degli esempi più rappresentativi di architettura neoclassica in Sardegna. Progettato nel 1839 da Gaetano Cima e completato nel 1852, l’edificio si ispira al Pantheon di Roma e ai principi architettonici di Palladio. La pianta ottagonale è anticipata da una facciata con sei imponenti colonne e un timpano decorato con il monogramma mariano. All’interno, la maestosa cupola domina la scena, mentre otto colonne scandiscono le pareti e conducono lo sguardo verso sei cappelle. Tra queste spiccano quella del Cristo Morto e quella della Vergine Dormiente, che conserva il simulacro della Dormitio Virginis, protagonista dei riti dell’Assunta e opera dello scultore Giuseppe Antonio Lonis di Senorbì, attivo nel XVIII secolo. Il museo di arte sacra Scrinia Sacra, a poca distanza dal Santuario della Beata Vergine, valorizza il patrimonio religioso locale e custodisce corredi liturgici, paramenti sacri, reliquiari ed ex voto databili dal XVI al XX secolo, alcuni dei quali ancora utilizzati durante le celebrazioni religiose più solenni.
Domus de Janas di Is Concas e Riu Sa Mela
Nel silenzio della campagna guasilese si conservano due testimonianze di architettura funeraria preistorica risalenti al Neolitico: le domus de janas di Is Concas e di Riu Sa Mela raccontano una presenza umana in questi luoghi già 5.000 anni fa. Le domus de janas di Is Concas si trovano in un’area naturalistica protetta, tra querce e affioramenti rocciosi. Sono due sepolture scavate nella roccia, precedute da corridoi d’accesso: una si distingue per l’ingresso monumentale con cornice scolpita, l’altra – più ampia – presenta un’apertura sul soffitto e pareti annerite dal fumo, tracce di riutilizzo in epoche successive. Ancora ben conservati sono il bancone funerario e le superfici interne rifinite con cura, con pilastri che conferivano alla cella l’aspetto di un’abitazione. In località Riu Sa Mela si trovano altre due Domus de Janas scavate nell’arenaria. La prima presenta un’anticella, letti funerari rialzati e due colonne con rilievi a testa di toro stilizzata, simbolo di protezione ricorrente in queste sepolture.
I riti dell’Assunta
Guasila conserva un ricco patrimonio di riti religiosi e tradizioni popolari che trovano la loro massima espressione nella festa dell’Assunta, celebrata ogni anno a metà agosto tra fede, riti di origine pagana e partecipazione collettiva. La sera del 13, la statua della Vergine Dormiente viene vestita con gli abiti cerimoniali in un rituale riservato alle donne, tra preghiere e gesti che si tramandano da generazioni. Il giorno successivo, il simulacro viene adagiato sul carro addobbato a festa e trainato da possenti buoi in una sentita e imponente processione per le vie del paese. Il 14 agosto, alle prime luci dell’alba, prende il via Sa Cassa de s’Acchixedda, la tradizionale caccia alla giovenca, simbolo di fertilità: un gruppo di giovani scapoli a cavallo si lancia all’inseguimento dell’animale liberato nei campi, mentre i cavalieri sposati tentano di ostacolarli. La giovenca deve essere catturata a corrus limpius, afferrandola per le corna senza toccare le orecchie, per poi far ritorno in paese e ricevere la benedizione. I festeggiamenti proseguono il 15 agosto con il Palio di Santa Maria, una spettacolare corsa a cavallo montato a pelo, che vede in gara alcune tra le migliori scuderie della Sardegna. Al vincitore, oltre a un premio in denaro e il trofeo, spetta il Palio: un prezioso drappo ricamato in oro con l’effigie dell’Assunta, da custodire fino all’edizione successiva della festa.
