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Castello di Sassai
Tra le colline del Gerrei si trovano le affascinanti rovine del Castello di Sassai, conosciuto anche come Castello Orguglioso. Costruito tra la fine del XII e la metà del XIII secolo, insieme al castello di Quirra segnava il confine orientale fortificato tra il Regno di Cagliari e quelli di Arborea e Gallura. La prima menzione ufficiale risale al 1265, quando il Re d’Arborea lo cedette a Pisa come garanzia in un trattato di pace. In seguito passò sotto il controllo aragonese, diventando presidio militare. Durante la rivolta sarda contro gli Aragonesi, nel 1353 il castello fu assediato dalle truppe di Mariano IV d’Arborea: il castellano Ferdinando de Arbe morì e, per ordine del re, la fortezza fu distrutta e mai più ricostruita. Gli scavi iniziati nel 1995 hanno riportato alla luce una struttura ben conservata, nascosta per secoli dalla vegetazione. Il Castello, tipico insediamento medievale fortificato, si adatta al profilo del colle: si riconoscono il mastio, ambienti voltati, mura spesse e un cortile interno con una piccola cucina dotata di forno. Sulle pareti, dei disegni raffigurano due soldati e un misterioso stemma. Gli scavi hanno identificato due fasi di utilizzo: una più residenziale e una militare. Tra i reperti ritrovati, ceramiche, monete, utensili, oggetti personali, un flauto in osso e dadi da gioco. In un’area della fortezza è stato rinvenuto anche lo scheletro di un soldato, forse proprio quello di Ferdinando de Arbe. Oggi il castello è raggiungibile con una piacevole passeggiata nel bosco ed è una tappa imperdibile per chi vuole scoprire la storia medievale della Sardegna in uno scenario naturale suggestivo.
Geosito di Is Nais
Poco prima di arrivare a Silius, lungo la SP25, si incontra uno dei paesaggi più sorprendenti della Sardegna: è il geosito di Is Nais, un luogo dove la natura racconta la sua storia geologica e diventa attrazione paesaggistica e culturale. Le rocce di Is Nais risalgono all’Eocene inferiore, circa 50 milioni di anni fa, quando in quest’area si depositarono sedimenti marini. Nei millenni, il sollevamento della crosta terrestre e l’erosione hanno modellato un paesaggio unico: il vento e l’acqua hanno plasmato forme spettacolari come la “navetta nuragica”, un grande masso in equilibrio su blocchi di arenaria, che sembra sfidare la forza di gravità. Si chiama così perché richiama le navicelle votive della Sardegna nuragica e da questa somiglianza deriva il nome del sito, nais, “navi” in sardo; il plurale suggerisce che in passato esistessero alte rocce simili. Il sito conserva anche tracce archeologiche: un antico riparo, forse una capanna poi riutilizzata come ricovero per animali, e resti di una muraglia megalitica, segni di frequentazione già in età nuragica.
Fonte di Is Alinos o Alineddus
Immersa nella quiete delle alture del Gerrei, la Fonte di Is Alinos si trova a pochi chilometri da Silius. Conosciuta anche come Is Alineddus – “gli ontani” in sardo – deve il suo nome agli alberi che crescono rigogliosi attorno alla sorgente. L’acqua limpida sgorga perenne dal cuore della montagna, a quasi 800 metri di altitudine, rendendola una delle fonti più rinomate della zona. La sorgente è incastonata in un contesto di grande valore ambientale, ai piedi del Monte Ixi, il rilievo più alto del territorio comunale, al confine tra Silius e San Nicolò Gerrei. Da qui si apre un panorama mozzafiato. Il Parco di Is Alinos è pensato per offrire un’esperienza adatta a tutti: famiglie, gruppi, escursionisti o semplici amanti del relax all’aria aperta. Fra tavoli da picnic, panche all’ombra degli alberi, un piccolo parco giochi e ampie radure verdi, è il posto ideale per una giornata in compagnia, una passeggiata rigenerante o una sosta lungo un itinerario turistico. Is Alinos rappresenta un perfetto equilibrio tra ambiente naturale e intervento umano: qui, l’acqua, gli alberi e il silenzio raccontano la storia e le ricchezze di un territorio intero.
